Rassegna stampa: articolo di Celestina Dominelli – Il Sole-24 Ore, 31-08-20 Secondo l’ultima fotografia scattata dall’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente, la fatturazione rappresenta il 45% dei reclami e il 52% delle procedure di conciliazione presso il Servizio conciliazione La fatturazione resta il problema principali nelle controversie sulle bollette tra operatori e clienti finali. A documentarlo è il Rapporto annuale sul trattamento dei reclami e la risoluzione delle controversie messo a punto dall’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (Arera) e ripreso anche nell’ultima Relazione annuale che sarà presentata a metà settembre. Secondo la fotografia stilata dall’Authority presieduta da Stefano Besseghini, il nodo della fatturazione rappresenta il 45% dei reclami, il 52% delle procedure di conciliazione presso il Servizio conciliazione e il 48% delle procedure presso gli altri organismi che offrono ai consumatori procedure di risoluzione extragiudiziale delle controversie (Adr) ed è indicata nel 56,2% dei casi come l’argomento principale di contestazione dai clienti intervistati nell’indagine di customer satisfaction per la qualità della risposta ai reclami scritti. La fatturazione al centro delle richieste di informazioni scritte Il Rapporto sottolinea anche che la fatturazione è oggetto del 32% delle richieste di informazioni scritte pervenute ai venditori, del 34,8% di quelle pervenute allo Sportello e del 37,5% di quelle inviate ai propri venditori dai clienti intervistati nell’indagine demoscopica. I clienti finali presentano, inoltre, reclami che riguardano problematiche contrattuali, come per esempio recesso, volture o subentri, modifiche contrattuali (14%), oppure connesse al mercato, per cambio di fornitore, presunti contratti non richiesti, condizioni economiche dei nuovi contratti (8%), o relative alle procedure di morosità e sospensione (8%). I dati contenuti nel Rapporto È il Testo integrato della regolazione della qualità dei servizi di vendita di energia elettrica e di gas naturale (TIQV) a stabilire che l’Autorità pubblichi annualmente un Rapporto sul trattamento dei reclami e la risoluzione delle controversie. Il documento è basato su una serie di dati comunicati annualmente da venditori e imprese di distribuzione, nonché dallo Sportello per il consumatore energia e ambiente (Sportello), dal Servizio conciliazione e dagli organismi alternativi al Servizio conciliazione per l’esperimento del tentativo obbligatorio di conciliazione nei settori energetici (tra i quali, come detto, gli organismi Adr-Alternative Dispute Resolution iscritti nell’elenco istituito dall’Autorità come previsto dal Codice del consumo). Il Rapporto contiene, inoltre, i risultati dell’indagine di customer satisfaction sulla qualità delle risposte ai reclami scritti effettuata intervistando i clienti dei venditori con più di 50mila clienti serviti che risultano essere destinatari di una risposta scritta. Indennizzi sopra quota 56mila Ne rapporto sono poi evidenziati i casi di mancato rispetto di standard specifici associati ai tempi di risposta dei reclami scritti e a quelli di esecuzione delle rettifiche di fatturazione o di doppia fatturazione che hanno determinato il diritto a ottenere un indennizzo automatico dai clienti. Gli indennizzi sono stati 56.231 (-20,8% rispetto al 2017); di questi, il 55,6% era riferito al settore elettrico, il 38% al settore del gas e il 6,4% ai contratti dual fuel. L’ammontare complessivo Ai clienti sono stati complessivamente erogati indennizzi automatici per un ammontare di circa 2,8 milioni di euro (-9,6% rispetto all’anno prima). A loro volta, i distributori hanno corrisposto ai venditori, per il mancato rispetto delle tempistiche di messa a disposizione di dati necessari per rispondere ai reclami dei clienti finali o alle richieste connesse a procedure conciliative, 653.823 euro di indennizzi, con un incremento del 47,7% rispetto all’anno precedente, dovuto principalmente alla ritardata corresponsione di indennizzi, in particolare nel settore del gas. Celestina Dominelli – Il Sole-24 Ore, 31-08-20 Se hai avuto problemi analoghi a quelli descritti, con ENEGAN o altri fornitori, CONTATTACI: il nostro servizio conciliazioni valuterà sei hai diritto ad un RIMBORSO o un INDENNIZZO.
Gas. Importato il 95,4% del fabbisogno italiano [rassegna stampa]
Rassegna stampa: articolo di e-gazette, 01-09-20 Gas. Importato il 95,4% del fabbisogno italiano; il 46% proviene dalla Russia. Giacimenti nazionali in calo. Nel 2019 in Italia sono stati consumati 71,9 miliardi di metri cubi (+2,2%). I primi utilizzatori sono le centrali elettriche Nel 2019 il consumo netto di gas naturale in Italia è aumentato di 1,6 miliardi di metri cubi, attestandosi a 71,9 miliardi di metri cubi, dai 70,3 del 2018. In termini percentuali, il consumo ha registrato una crescita del 2,2%, recuperando quindi una parte della perdita dell’anno precedente (-3,2%). A trainare la crescita sono stati i consumi della generazione elettrica che hanno registrato una netta impennata (+11%). Stabili (+0,2%) sono risultati invece i consumi degli altri usi, che contengono in particolare quelli per autotrazione, mentre i consumi civili (residenziale e terziario) hanno subito una contrazione del -3,1% rispetto al 2018, principalmente a causa di un andamento climatico sfavorevole ai riscaldamenti: il 2019 infatti è stato, ancora una volta, un anno molto caldo. In calo, infine, anche i consumi industriali (-1,7%). Giacimenti nazionali in calo Nel 2019 la produzione nazionale ha subito un nuovo marcato calo (-10,9%) rispetto al 2018, attestandosi a 4,85 miliardi di metri cubi, soprattutto per la riduzione della produzione in mare (-13%), mentre quella in terraferma è cresciuta del 5%. Il grado di dipendenza dall’estero è cresciuto nuovamente e ha raggiunto il massimo storico toccando il 95,4% (93,4% nel 2018). Da dove arriva l’import Le importazioni nel 2019 hanno raggiunto i 70,9 miliardi di metri cubi, in aumento del 4,5% rispetto al 2018. Con l’eccezione dei volumi provenienti dall’Algeria, che sono diminuiti del 25,6% rispetto al 2018, sono cresciute le importazioni da tutti gli altri paesi da cui l’Italia acquista il gas. Il gas che è venuto a mancare dall’Algeria (4,6 miliardi di metri cubi), è stato più che compensato dai più elevati volumi provenienti dagli altri tradizionali paesi da cui l’Italia importa il gas. Infatti, nel 2019 abbiamo importato: 3 miliardi di metri cubi in più dalla Norvegia, 1,2 in più dalla Libia, 0,5 in più dall’Olanda e 0,2 in più dalla Russia; sono inoltre aumentati di circa 2,7 miliardi di metri cubi (cioè del 125%) i volumi provenienti dalle altre zone (significativi i carichi di GNL provenienti da Trinidad & Tobago, per 1,4 miliardi di metri cubi, e 1,6 miliardi di metri cubi dagli Stati Uniti, consegnati presso il terminale di Livorno). Nel 2019, quindi, il peso della Russia tra i paesi che esportano in Italia è leggermente diminuito al 46% (era al 47,7% nel 2018), mentre la quota dell’Algeria è scesa dal 26,5% al 18,8%. Il terzo paese per importanza è il Qatar, da cui arriva il 9,2% del gas complessivamente importato in Italia (9,6% nel 2018), seguito dalla Norvegia, la cui quota è all’8,7% e dalla Libia all’8%. Il 6,8% delle importazioni italiane nel 2019 è arrivato dall’insieme degli altri paesi. Grazie al significativo incremento della quota norvegese, l’incidenza delle importazioni dal Nord Europa (cioè da Norvegia e Olanda insieme) è salita all’11,1%, dal 6,5% del 2018. Il 6% del gas approvvigionato all’estero risulta acquistato presso le borse europee. Le importazioni di Eni rappresentano una quota, in calo, del 47,1% (52,3% nel 2018). Tale quota si mantiene ben al di sopra del punto di minimo toccato nel 2010, quando per effetto dei tetti antitrust stabiliti dal decreto legislativo 164/2000, la porzione di gas estero approvvigionata da Eni era scesa al 39,2%. I primi tre importatori coprono una quota dell’71,6% (83,5% nel 2018) del gas importato. e-gazette, 01-09-20
Aie più pessimista sulla domanda oil 2020 [rassegna stampa]
Rassegna stampa: articolo di Staffetta Quotidiana, 31-08-20 L’aviazione rimane debole. Ancora molto alto il livello delle scorte nel mondo [AIE: Agenzia Internazionale dell’Energia] Nell’Oil Market Report di agosto, diffuso giovedì 13, l’Aie ha corretto al ribasso le stime sulla domanda mondiale di petrolio nel 2020, dopo averle aumentate per due rapporti consecutivi. “La domanda globale di petrolio dovrebbe scendere a 91,9 nel 2020 – si legge – in calo di 8,1 milioni di barili al giorno su base annuale”. In questo rapporto, l’Aie riduce la propria previsione per il 2020 di 140.000 b/g, “il primo downgrade in diversi mesi, riflettendo lo stallo della mobilità poiché il numero di casi di Covid-19 rimane elevato e c’è debolezza nel settore dell’aviazione“. L’Aie ha rivisto al ribasso la stima della domanda globale anche per il 2021 di 240.000 b/g a 97,1 milioni di b/g, “principalmente a causa della debolezza del settore dell’aviazione“. Comunque, la domanda petrolifera cinese è in forte ripresa, con un aumento di 750.000 b/g solo nel mese di giugno. Le lavorazioni mondiali di raffinazione si stanno riprendendo, ma il ritmo resterà indietro rispetto al rimbalzo della domanda “poiché i livelli delle scorte di prodotti sono molto alti”. Le lavorazioni nel 2020 diminuiranno di 6,9 milioni di barili al giorno su base annuale, per recuperare solo 4,5 milioni di barili al giorno nel 2021.Le scorte di greggio Ocse sono aumentate di 16,2 milioni di barili (0,54 milioni di barili al giorno) a 3 miliardi 235 milioni di barili a giugno. Nella prima metà del 2020 sono aumentate a un tasso medio di 1,78 milioni di barili al giorno. Negli Stati Uniti, i dati preliminari di luglio mostrano che le scorte commerciali di greggio sono diminuite di 18,2 milioni di barili. In Europa, sono aumentate di 3,6 milioni di barili mentre in Giappone sono diminuite di 1,6 milioni. Con il riequilibrio del mercato e l’appiattimento della curva dei prezzi a termine, lo stoccaggio galleggiante di petrolio greggio è sceso di 35,7 milioni di barili dal suo massimo storico di giugno a 184,8 milioni di barili a luglio. Staffetta Quotidiana, 31-08-20
AGCM: Sanzione di 2.875.000 euro a Enegan
Comunicato stampa AGCM PS9753 – Sanzione di 2.875.000 euro a Enegan per fatturazione di oneri di elettricità e gas non dovuti dagli utenti L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha definito il procedimento avviato nei confronti della società Enegan, accertando l’adozione, da parte della predetta, di una pratica scorretta nell’ambito della fornitura di servizi di energia elettrica e gas, consistente sia nella fatturazione di diverse voci di costo e penali per recesso non dovute dagli utenti, sia nell’omissione d’informazioni rilevanti e trasparenti sulla natura di tali oneri. In particolare Enegan, in caso di recesso contrattuale, ha addebitato agli utenti oneri a titolo di recupero dei costi di attivazione che rappresentavano, viceversa, delle penali per l’uscita dal contratto, che la Società stornava in fattura solo a seguito dei reiterati reclami della clientela. La società, inoltre, ha proceduto ad addebitare agli utenti ulteriori oneri erroneamente determinati (oneri amministrativi), o non previsti dai contratti sottoscritti dagli stessi (oneri perequativi), oppure in contrasto con la disciplina vigente (oneri postali). In altri casi, Enegan ha modificato unilateralmente le condizioni economiche dei contratti, senza inviare una comunicazione preventiva, impedendo ai propri clienti di recedere senza spese dal contratto di fornitura, in caso di mancata accettazione delle variazioni economiche. L’emissione di fatture inclusive di tali oneri impropri ha generato moltissime lamentele da parte degli utenti che Enegan riteneva, nella maggior parte dei casi, fondate. Ed infatti, nel riscontrare i reclami, essa riconosceva che gli oneri contestati erano “non dovuti” e derivavano da disfunzioni o anomalie del sistema di fatturazione, sino a procedere al relativo storno. Prima della chiusura del procedimento Enegan ha comunque assunto importanti misure a favore dei consumatori, volte a modificare la propria politica di fatturazione, in particolare eliminando le clausole che, in caso di recesso degli utenti, consentivano alla Società di addebitare oneri aggiuntivi (penali) o di revocare gli eventuali sconti e benefici concessi al cliente in fase contrattuale. In considerazione della gravità della condotta tenuta, l’Autorità ha irrogato a Enegan una sanzione pari a 2.875.000 euro. Roma, 4 giugno 2020 Se hai avuto problemi analoghi a quelli descritti, con ENEGAN o altri fornitori, CONTATTACI: il nostro servizio conciliazioni valuterà sei hai diritto ad un RIMBORSO o un INDENNIZZO.
L’aggiornamento settimanale a cura del Gme (24 agosto – 30 agosto 2020)
Prezzo di acquisto. €/MWh Nella settimana n.35 del 2020 (da lunedì 24 a domenica 30 agosto), il prezzo medio di acquisto (PUN), al terzo rialzo consecutivo, si porta a 44,24 €/MWh, secondo valore più elevato da fine gennaio, in aumento di 3,91 €/MWh (+9,7%) rispetto alla settimana precedente. In crescita i prezzi sia nelle ore di picco, a 48,44 €/MWh (+5,42 €/MWh, +12,6%), che in quelle fuori picco, a 41,91 €/MWh (+3,08 €/MWh, +7,9%). Il rapporto picco/baseload si attesta, pertanto, a 1,09 (+0,02). Volumi e liquidità I volumi di energia scambiati nella borsa elettrica salgono a 4,3 milioni di MWh, in crescita del 12,6% rispetto alla settimana precedente; in aumento anche la liquidità del mercato, a 75,1% (+1,3 punti percentuali). Vendite di energia elettrica. MWh Le vendite di energia elettrica nel Sistema Italia salgono a 5,7 milioni di MWh, in rialzo del 10,5% rispetto alla settimana precedente. In ripresa sia le vendite delle unità di produzione nazionali, pari a 5,1 milioni di MWh (+9,2%) che le importazioni dall’estero, a 0,6 milioni di TWh (+22,6%). Prezzi zonali di vendita. €/MWh A livello zonale, in un contesto caratterizzato da un aumento degli acquisti sulla penisola, il cui effetto rialzista risulta in parte contenuto al Nord dalla crescita dell’import, soprattutto sulla frontiera francese, e al centro meridione da una maggiore offerta competitiva, i prezzi di vendita risalgono a 42,40 €/MWh (+17,9%) al Nord e a 45 €/MWh (+6/7%) nelle altre zone continentali e Sardegna. In calo, invece, il prezzo in Sicilia (55,33 €/MWh, -6,2%), favorito da un aumento dell’offerta eolica.
Elettricità e gas in agosto su valori pre-lockdown [rassegna stampa]
Rassegna stampa: articolo di Staffetta Quotidiana, 01-09-20 Consumi elettrici -1,2% e gas +2%, Pun +6,1% sopra 40 € e Psv +27,4% a 8,2 €, con forti rialzi a fine mese. Quota Fer al 39,5% (37,8% nel 2019). Spark spread stabile sopra 13 €. Nel mese di agosto i consumi elettrici e gas si sono allineati ai valori del 2019 e i prezzi hanno evidenziato un andamento in ripresa accentuatosi alla fine del mese, tornando sui livelli di febbraio o oltre. È quanto emerge dai principali dati di sistema analizzati dalla Staffetta. Nel dettaglio, secondo i dati preliminari di Terna in agosto l’Italia ha consumato 26,13 TWh circa, in calo dell’1,2% o di circa 0,3 TWh su agosto 2019, fabbisogno soddisfatto per il 94,7% con produzione interna (92% nel 2019), in aumento dell’1,7% a 24,75 TWh circa, e per il resto con l’import netto, tornato a scendere del 31,1% a 1,5 TWh dopo aver un pocorialzato la testa (“solo” -12,5%) in luglio. Con la necessaria avvertenza sulla peculiarità del mese di agosto, in cui i consumi elettrici risentono meno del ritmo delle attività economiche, si tratta del differenziale più basso con il 2019 registrato dall’avvio della crisi Covid19. A livello di mix, il termoelettrico convenzionale ha soddisfatto circa il 55% del fabbisogno con 14,42 TWh (+0,5%) mentre le rinnovabili hanno fornito 10,33 TWh, in aumento del 3,4%, coprendo il 39,5% del totale contro il 37,8% di agosto 2019 (in luglio era stato il 37,9% dopo gli exploit intorno al 50% dei mesi del lockdown). Tra le fonti verdi, il maggior incremento lo segna l’eolico con +66% a 1,21 TWh, seguito dal solare in crescita del 2,6% a 2,93 TWh, mentrel’idroelettrico ripiega di un 4,1% a 4,33 TWh. I consumi di gas, secondo le elaborazioni di Staffetta e Rie sui dati di Snam, hanno mostrato addirittura un lieve incremento rispetto all’anno passato (+2%) a poco meno di 4,2 mld mc, grazie a domanda civile (+6,6%) e industriale (+4,4%). Sul fronte dei prezzi, il Pun in agosto ha riguadagnato un 6,1% rispetto alla media di luglio a 40,32 €/MWh, poco sopra la media di febbraio, nonostante la flessione dei volumi (-9,3% a 23,92 TWh), un valore non molto lontano dai prezzi di Francia (+10,4% a 36,75 €) e Germania (+16% a 34,86 €). Un contributo decisivo alla ripresa dei prezzi elettrici è venuto all’aumento delle quotazioni del gas, che nel mese di agosto hanno visto un incremento medio del 27,4% al Psv italiano a 8,2 €/MWh circa (rilevazioni Alba Soluzioni) e del 47,9% al Ttf olandese a 7,27 €, con conseguente ridursi del delta medio a sfavore dell’Italia a circa 1,1 € contro gli 1,5 € medi di luglio, il tutto in un contesto di prezzi dei permessi di emissione di CO2 rimasti sostenuti (-2,4% a 26,9 €/t). Ciò non ha impedito comunque ai margini di generazione termoelettrica a gas al netto dei costi di emissione (clean spark spread) di mantenersi su valori saldamente positivi: poco più di 13 €/MWh medi ad agosto contro i quasi 14 di luglio (rilevazioni Alba Soluzioni). La dinamica al rialzo dei prezzi di elettricità e gas, come accennato, si è fortemente accentuata a fine agosto e con l’inizio di settembre, quando il Psv ha superato gli 11 €/MWh, valore medio di febbraio 2020, il Ttf i 9,7 € e il Pun i 54 € il 31 agosto, in linea con i mercati di Francia e Germania. Negli stessi giorni la CO2 tornava a vedere quota 29,5 € a tonnellata. Staffetta Quotidiana, 01-09-20
TIM Business: Promo Smartphone / Tablet
Ancora pochissimi giorni per beneficiare della Promo Smartphone / Tablet + All Risk. Ancora per qualche giorno, passando a TIM è possibile abbinare all’offerta uno smartphone o un tablet a condizioni molto vantaggiose: Rateizzazione in 36 mesi a condizioni agevolate Nessun costo di attivazione 0 interessi Sostituzione in caso di furto e/o smarrimento Questi alcuni dei modelli disponibili: Apple iPhone 11 128 gb: 24 €/mese Samsung S20 Ultra 5G: 32 €/mese Samsung A51: 10 €/mese Apple iPhone SE 64 gb: 15 €/mese Samsung S20 5G: 23 €/mese Samsung A51 5G: 10 €/mese Motorola G8 plus: 6 €/mese Motorola Iedge 5G: 17 €/mese Hauwei P40: 17 €/mese Apple iPad 10.2 32 GB: 15 €/mese Contattaci per avere un preventivo o aderire all’offerta.