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L’Europa rincorre l’efficienza energetica, ma è sempre in ritardo [rassegna stampa]

Rassegna stampa: articolo di QualEnergia, 27-07-20

A rischio gli obiettivi al 2020 e anche quelli futuri al 2030. La relazione annuale della Commissione Ue

L’Europa si mantiene in ritardo sugli obiettivi per l’efficienza energetica al 2020, soprattutto nel campo dei trasporti, tanto da mettere a rischio anche il futuro delle politiche Ue sul clima.
Difatti, afferma la Commissione europea nella relazione annuale 2020 al Parlamento e al Consiglio (con dati che arrivano al 2018, allegata in basso), è molto probabile che (neretti nostri) “i contributi nazionali indicativi di efficienza energetica per il 2030 – descritti nei Piani nazionali per l’energia e il clima presentati alla Commissione entro la fine del 2019 in base al regolamento sulla governance – saranno complessivamente poco ambiziosi per realizzare gli obiettivi di efficienza energetica stabiliti dall’UE per il 2030”.
Vediamo allora i dati più importanti dalla relazione.
Nel 2018, si legge nel documento, il consumo di energia primaria è diminuito dello 0,7% rispetto all’anno precedente mentre il consumo di energia finale è lievemente salito (+0,1%).

Il problema, spiega Bruxelles, è che la crescita delle attività economiche nei diversi settori – ricordiamo che l’analisi si ferma prima della crisi innescata dall’emergenza coronavirus – ha continuato a spingere verso l’alto i consumi energetici mentre le nuove politiche/misure attuate dagli Stati membri nel 2018 non sono riuscite a compensare questa crescita.

La riduzione del consumo di energia primaria nel 2018, chiarisce la relazione, potrebbe essere interpretata come uno sviluppo positivo, ma se proseguirà a questo ritmo, “sarà insufficiente per conseguire l’obiettivo fissato per il 2020 in condizioni economiche normali” e, inoltre, tale riduzione è rimasta sotto alla traiettoria annua lineare, richiesta per centrare il target del 2020 (1% l’anno di riduzione).

Così è importante “intensificare gli sforzi rapidamente”, perché l’eventuale divario restante nel raggiungimento dei traguardi al 2020 o una ripresa della domanda di energia dopo la crisi da Covid-19, potrebbero rendere ancora più difficile conseguire gli obiettivi di efficienza per il 2030.

Più in dettaglio, scrive la Commissione Ue, il consumo di energia finale è calato del 5,8% dal 2005 al 2018 portandosi a 1.124 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio), valore che però è del 3,5% superiore al valore-obiettivo per il 2020, pari a 1.086 Mtep.

Nel 2018 l’aumento dei consumi energetici, evidenzia la relazione, è stato registrato principalmente nei trasporti (+1,3% su base annua rispetto al 2017) e nell’industria (+0,6%). Di converso, si è vista una riduzione nel settore residenziale (-1,6%) e nel settore dei servizi (-1,4%).

Invece il consumo di energia primaria è diminuito di quasi il 10% nel periodo 2005-2018, passando da 1.721 Mtep a 1.552 Mtep; un valore, quest’ultimo, che però supera del 4,6% il valore-obiettivo stabilito per il 2020, pari a 1.483 Mtep.

Vale la pena ricordare che il decreto legislativo 73/2020 ha appena accolto nel nostro ordinamento la direttiva Ue 2018/2002 con importanti novità in tema proprio di efficienza energetica.

QualEnergia, 27-07-20

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